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Il coworking sta conquistando terreno anche nel settore alberghiero

Pubblicato su 09 Settembre 2019
Nell’era dell’economia collaborativa, della flessibilità e del nomadismo, il coworking sta emergendo come una delle risposte a queste esigenze in continua evoluzione.

Il coworking consiste nell'affitto di spazi ufficio condivisi, sia una tantum sia in maniera continuativa. L'idea si basa sulla condivisione di un ufficio e, in particolare, sull'utilizzo di questo ufficio solo in caso di necessità. Ciò che attrae i coworker è anche il lavoro in un ambiente collaborativo, un concetto del tutto in linea con i tempi. La tendenza riguarda in gran parte freelance e startupper: oltre ad ottenere flessibilità a livello di costi sul posto di lavoro, questi professionisti aspirano ad immergersi in un'atmosfera innovativa ed emulativa. Sono anche interessati a creare reti, a stimolare la creatività e persino a far crescere il proprio business. Questi lavoratori "senza ufficio" sono sempre più noti come "FreeWorkers".
 
In risposta a questa tendenza, spazi di coworking stanno nascendo quasi ovunque nelle grandi città e il fenomeno non ha risparmiato nemmeno il settore alberghiero.

Coworking negli hotel - quali servizi vengono offerti?

Vediamo innanzitutto cosa offrono gli hotel in termini di servizi di coworking. In generale, gli hotel offrono uno spazio più o meno formale, connesso e dedicato all’attività lavorativa, dove vengono messi a disposizione stampanti, un’efficiente connessione Wi-Fi, bevande calde, acqua, pasticcini, snack, ecc. in cambio di una tariffa all’ora, per mezza giornata o per l’intera giornata. Altri hotel scelgono di addebitare solo bevande e snack. Tuttavia, i fondamenti rimangono gli stessi: oltre al Wi-Fi ad alta velocità, devono essere disponibili un numero sufficiente di prese e persino caricabatterie per smartphone.

Il coworking in hotel risponde ad una nuova esigenza e ad un nuovo modo di soddisfare gli ospiti, ma va ben oltre - gli hotel possono anche guardare al coworking come ad un modo per guadagnare denaro sfruttando spazi sottoutilizzati o inutilizzati. Il costo dell'investimento non è particolarmente rilevante, in quanto gli hotel sono generalmente già dotati degli elementi necessari - Wi-Fi, sedie, tavoli, ecc. Inoltre, il personale è già sul posto per sovrintendere al servizio. Gli hotel possono così ottimizzare la propria metratura e in alcune strutture è la hall che svolge questo ruolo. In altre, l'area adibita alla prima colazione viene trasformata in uno spazio di lavoro una volta terminato il turno della colazione e completate le operazioni di pulizia. Il termine "uso quotidiano" assume qui il suo pieno significato, poiché offrendo spazi di coworking, gli hotel possono sfruttare aree sottoutilizzate in determinate ore della giornata. Le aree di coworking negli hotel sono ubicate in luoghi favorevoli a tale scopo, ad esempio in prossimità di stazioni, aeroporti o zone commerciali. Nell'attesa di un treno o tra una riunione e l'altra, i viaggiatori possono ora massimizzare il proprio tempo lavorando in uno spazio funzionale ed ottimizzando in tal modo i viaggi di lavoro.


Le aree di coworking negli hotel sono ubicate in luoghi favorevoli a tale scopo, ad esempio in prossimità di stazioni, aeroporti o zone commerciali. Nell'attesa di un treno o tra una riunione e l'altra, i viaggiatori possono ora massimizzare il proprio tempo lavorando in uno spazio funzionale ed ottimizzando in tal modo i viaggi di lavoro.

Un concetto rivoluzionario?

Eppure il concetto non è così innovativo. Quale ospite in viaggio d’affari non si è seduto nella hall o al bar dell’hotel per lavorare? Quale ospite in viaggio d’affari non ha preferito lavorare in una hall più animata o in un bar più movimentato, piuttosto che chiudersi in camera, indipendentemente da quanto bello fosse l’arredamento? Le aree di coworking sono semplicemente meglio attrezzate, più funzionali e, soprattutto, meglio pubblicizzate. Il mercato tende addirittura a strutturarsi attorno a piattaforme dedicate, come AirOffice o la sezione business di Dayuse.com.
 
È quindi del tutto logico che gli hotel offrano questo tipo di servizio – la maggior parte delle strutture e dei servizi richiesti sono già a portata di mano, così come lo è il personale. E il segmento business è quello che la maggior parte degli albergatori conosce bene. I professionisti del settore sono coinvolti in modo più o meno strutturato e stanno emergendo concetti orientati esclusivamente al “business” – concetti come l’Hotel BOB (Business on Board) di Parigi, sviluppato da Elegancia Hotels, ad esempio. Con il concetto stesso, questo hotel si spinge ancora oltre, offrendo una serie di spazi per uffici, tra cui la hall, il patio o sale riunioni più tradizionali. In effetti, hanno pensato a tutto: se i clienti hanno bisogno di maggiore privacy, possono utilizzare alcune piccole nicchie, create appositamente per questo scopo.

Anche il C.O.Q Hotel nel 13° distretto di Parigi è posizionato in questa nicchia: una volta terminata la colazione, i piatti vengono scambiati con i computer portatili. Anche i gruppi alberghieri sono in azione. Presso AccorHotels, il concetto Easywork viene applicato negli hotel Mercure e Novotel. L'hotel MOB di Saint-Ouen offre uno spazio di coworking dedicato, denominato "Kolkhozita", riservato ad alcuni professionisti. Anche l'Oceania è attiva, con il suo marchio Nomad che offre un ampio spazio funzionale adattato alle diverse esigenze dei suoi ospiti, in particolare al lavoro. Moxy mette a disposizione degli ospiti un vasto spazio multiuso, mentre Society M (Citizen M) mette a disposizione aree di lavoro che favoriscono la collaborazione e la creatività. E questi sono solo alcuni esempi.

COSA OFFRE IL COWORKING AGLI UTENTI?

Oltre alle nozioni di “libertà” e “flessibilità”, gli utenti possono lavorare in un ambiente piacevole e usufruire anche dei servizi dell’hotel (spa, fitness). Alcuni vedono persino nel coworking un mezzo per trasmettere un’immagine più attrattiva, organizzando incontri con i clienti in un ambiente meno formale rispetto alla tradizionale sala conferenze, ad esempio, e in un ambiente più in linea con il loro settore di attività. Gli utenti possono anche scegliere il proprio ambiente di lavoro in base all’immagine che vogliono trasmettere.
 
L’unico inconveniente del coworking per l’hotel è rappresentanto dagli utenti che si sentono un po’ troppo a casa propria, con la tendenza a occupare troppo spazio, a scapito degli ospiti tradizionali dell’hotel. Il rovescio della medaglia di questo successo implica quindi la necessità di anticipare le modalità di gestione dei potenziali conflitti d’uso tra i diversi segmenti di clientela.
 
L’industria alberghiera, che coniuga immobili e servizi, sta legittimamente crescendo nel settore del coworking, con alcuni operatori che si spingono persino oltre. AccorHotels e Bouygues Immobilier, ad esempio, hanno stretto una partnership intorno a Nextdoor, originariamente creata da Bouygues. Il concetto è semplice: affittare uno spazio ufficio di coworking per un giorno o per un periodo più lungo. L’idea alla base della partnership tra questi due grandi operatori è di accelerare lo sviluppo del concetto, sfruttando il know-how di ciascuno di essi. Indipendentemente dai propri hotel, Mama Shelter sta sviluppando anche Mama Works (noleggio uffici) secondo lo stesso principio di Mama Shelter.
 
Questi nuovi servizi evidenziano l’attuale dinamismo osservato in alcuni settori dell’industria alberghiera, un settore che si sta reinventando ascoltando i propri clienti e che si sta allontanando dal modello tradizionale per offrire sempre più servizi ai propri ospiti. A quando la prossima idea per un ulteriore miglioramento dell’offerta di servizi alberghieri?

Amélie Lapi – Consulente senior – Hospitality, In Extenso TCH
Amélie Lapi è entrata in In Extenso TCH nel 2006. Dopo il diploma di scuola alberghiera, si è rapidamente orientata alla consulenza nell’hospitality, prestando servizi di consulenza in materia di sviluppo alberghiero. Amélie esegue inoltre studi di mercato e di fattibilità relativi ad infrastrutture commerciali e per il tempo libero e ad opere per il settore pubblico e privato in Francia e all’estero (Marocco, Russia). Amélie ha conseguito un Master in Management presso l’Ecole de Savignac.
 
Website : www.inextenso-tch.com

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